La caponata di Montalbano

“Appena aperto il frigorifero, la vide. La caponatina! Sciavuròsa, colorita, abbondante, riempiva un piatto funnùto, una porzione per almeno quattro pirsone. Erano mesi che la cammarera Adelina non gliela faceva trovare. Il pane, nel sacco di plastica, era fresco, accattato nella matinata. Naturali, spontanee, gli acchianarono in bocca le note della marcia trionfale dell’Aida “  

(da “La gita a Tindari” , Camilleri , Edizioni Sellerio )

Un piccolo assaggio (tanto per rimanere in tema 🙂  ) tratto da uno dei primi libri di Camilleri con protagonista il commissario forse più amato d’Italia, Salvo Montalbano.

Il Commissario Montalbano. 

Così amato perché in parallelo alla grande umanità e al desiderio di giustizia che ce lo fanno apparire come un eroe in questo mondo così corrotto , Montalbano non rinuncia al piacere , in primis quello della tavola .

Con lo sfondo della lussureggiante bellezza mediterranea di un’immaginaria Vigata, il commissario gusta squisiti cibi tradizionali seduto alla tavola del ristorante “Da Calogero” , sostituito egregiamente nel tempo , causa pensione dello stesso proprietario, da Enzo , da solo (preferibilmente)  o in compagnia ; oppure, nella solitudine tanto amata della verandina di casa, che si affaccia sul mare, dove consuma i manicaretti preparati dalla fedele cameriera Adelina.

E il pasto non è mai frettoloso, anzi : Montalbano lo gode e lo assapora con un piacere quasi carnale, come fosse un rituale importante e solenne.

E così , leggendo i romanzi di Camilleri , dove si intrecciano delitti passionali a omicidi mafiosi , capita sovente di assaporare , ahimè solo con l’immaginazione, sapori e profumi della meravigliosa cucina siciliana, tanto che al lettore pare talvolta di stare seduto a tavola con l’autore e i suoi personaggi ; mi raccomando però , se vi trovaste seduti a tavola con Salvo, ricordatevi di consumare il cibo in religioso silenzio , proprio come piace a lui ….

Dopo gli arancini di cui ho parlato in questo articolo , oggi vi lascio la ricetta della caponata di melanzane ; un altro tipico piatto della cucina siciliana molto amato dal nostro Salvo.

Una piccola curiosità sulla caponata : alcuni fanno discendere il suo nome dal pesce capone , più noto come lampuga  ; infatti, si sostiene che la caponata nasca a base di pesce e si diffonda poi nella sua elaborazione popolare e meno aristocratica  a base di melanzane , come nella ricetta che segue .

Ingredienti per 4 persone :

  • 4 pomodori perini ben maturi
  • due coste di sedano
  • tre cucchiai di olive bianche o normali ma denocciolate
  • due cucchiai di capperi
  • due grosse melanzane
  • 3 cucchiai di aceto
  • 3 cucchiai di zucchero
  • due cucchiai di mandorle tostate a granella
  • olio evo
  1. Tagliate le melanzane a dadi non troppo piccoli e friggeteli dopo averle spurgate per un’ora sotto sale
  2. Fate sbollentare per qualche minuto i pomodori in acqua bollente , poi lasciateli raffreddare
  3. Togliete la pelle , tagliateli a metà , levate i semini e tagliateli a tocchi
  4. A parte fate rosolare in un tegame con poco olio le olive snocciolate , i capperi e il sedano ,che avrete tagliato a rondelle e fatto sbollentare per una decina di minuti in acqua bollente per renderlo più tenero
  5. Aggiungete i pomodori e condite con aceto e zucchero
  6. Fate cuocere per circa 10′
  7. Infine, unite le melanzane , mescolate per far insaporire per altri 5′
  8. Disponete la caponata in un piatto da portata e versate sopra la granella di mandorle
  9. Servite subito, oppure potete attendere il giorno successivo, è ottima anche fredda !!
caponatina di Montalbano

Bibliografia : “I segreti della tavola di Montalbano” di Stefania Campo, Ed. Leone Verde  ; “Gli aristopiatti” di Capasso –  Esposito , Ed. Tommasi

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