Il Barolo: dalla nascita alla sua consacrazione

Ricco di personalità, raffinato, potente. Nobile e generoso . Il Barolo, prodotto in una ristretta area nella zona delle Langhe in provincia di Cuneo, è una delle massime espressioni dell’enologia italiana . E’ ottenuto dalla fermentazione di uve Nebbiolo nelle tre varietà Miche, Lampia e Rosè, e deve invecchiare almeno tre anni , di cui due botti di rovere o castagno .

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La sua nascita viene fatta risalire alla metà dell’ Ottocento, quando Juliette Colbert andò in sposa al marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo e, una volta giunta nelle Langhe, assaggiò il vino che qui veniva prodotto, ovvero il Nebbiolo, che le parve molto buono ma piuttosto giovane e abboccato .

Le Langhe, panorama da Monforte d'Alba
Le Langhe, panorama da Monforte d’Alba

Così , fece arrivare da Oltralpe il famoso enologo Louis Oudart, che collaborava già dal 1843 con il conte Grinzane di Cavour ; iniziò così la produzione del vino che porta ancora oggi il nome della tenuta Falletti di Barolo .

E furono proprio i marchesi Falletti di Barolo a far apprezzare il nuovo vino al re Carlo Alberto di Savoia, che aveva espresso il desiderio di poter assaggiare quel vino nuovo di cui tutti parlavano : il sovrano rimase così affascinato da questo vino dal sapore maestoso e raffinato che decise di comperarsi le tenute del castello di Verduno e quelle di Pollenzo e Santa Vittoria d’Alba per poterlo produrre anche lui . In seguito, Vittorio Emanuele II fece altrettanto con la tenuta di Fontanafredda.

Museo del cavatappi di Barolo
Museo del cavatappi di Barolo

Il Barolo è un vino corposo,  adatto a carni rosse o selvaggina ; viene spesso utilizzato nella preparazione del risotto , piatto molto amato da Camillo Benso Conte di Cavour, ma il piatto che maggiormente lo rappresenta è proprio il brasato al Barolo .

La ricetta che segue è tratta dal “Ricettario di Gualtiero Marchesi” :

BRASATO AL BAROLO :

Tempo di marinatura : 12 H
Tempo di preparazione : 20 ‘
Tempo di cottura : 3 H

Dosi per otto persone :

Un chilo e mezzo di polpa di manzo , una bottiglia di Barolo , tre carote di media grandezza, due cipolle medie, una costola di sedano, tre foglie di alloro, 4 chiodi di garofano, un piccolo pezzo di cannella, due spicchi d’aglio , un rametto di rosmarino, 70 gr di burro, sale, pepe nero in grani

Sistemate la carne in una casseruola di coccio o di ghisa smaltata assieme alle foglie di alloro, ai chiodi di garofano  e alla cannella , aggiungete il vino e lasciate marinare il tutto per una  notte in luogo abbastanza fresco. Togliere la carne dalla marinata (che porrete in una terrina) e fatela rosolare da tutte le parti, a fuoco vivo, nel burro già caldo assieme al rosmarino , sempre nello stesso tegame di coccio . Una volta che la carne è colorita, unite le carote, le cipolle e il sedano tagliati a grossi pezzi e gli spicchi d’aglio interi; fate rosolare il tutto per circa dieci  minuti, quindi aggiungete tutto il liquido della marinata, il sale e il pepe in grani.

Proseguite la cottura a fuoco bassissimo e a tegame coperto rivolatndo la carne ogni tanto e bagnandola con il fondo di cottura . A cottura ultimata togliete la carne dal tegame e affettatela; passate il fondo di cottura attraverso un colino e versate la salsa ottenuta sulle fette di carne .

Bibliografia :
“Academia Barilla – La Cucina Italiana ” ; “Gli Aristopiatti” ; “Il grande ricettario di Gualtiero Marchesi”

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