Hemingway, Cuba e il coniglio di Pilar

Ernest Hemingway nasce ad Oak Park nel 1899; fin da piccolo entra in contatto con la natura selvaggia della frontiera americana, accompagnando suo padre nelle visite mediche che svolgeva presso gli accampamenti indiani , e ne resta fortemente impressionato, tanto che queste sensazioni saranno trasmesse in diverse sue opere .

Vita. 

Ernest Hemingway

Il 1918 lo vede attivo cronista nonché volontario della Croce Rossa sul fronte italiano : dieci anni dopo, quest’esperienza sarà ripresa in “Addio alle armi” , dove la guerra si alterna e si oppone ad una storia d’amore, come già accadeva in “Fiesta” , il romanzo precedente che lo aveva consacrato scrittore e ne aveva decretato fama e successo internazionali .

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Hemingway ebbe da sempre una forte attrazione per il pericolo, per la vita sregolata e senza freni : viaggiò moltissimo, soprattutto visitando luoghi esotici che incarnassero in qualche modo il suo ideale di avventura, come nelle isole Marquesas e Tortuga, oppure in Kenya, dove partecipò ad un intrepido safari.

Ma è Cuba che gli rapisce il cuore, più di ogni altra donna (moglie e non) che abbia mai avuto : la scintilla scocca nel 1928, quando approda al termine di un viaggio con il vaporetto inglese Orita . Tornerà diverse volte, prima come ospite saltuario di un albergo, poi come inquilino della magnifica villa Finca Vigia, che acquisterà pochi anni dopo grazie alla mediazione di quella che diventerà la sua terza moglie.

E farà di Cuba la sua casa, il suo nido. Il luogo dove tornare , dove scrivere e da dove poter partire ancora, magari solcando i mari dei Caraibi con la sua nave , la Pilar, compagna di bevute e di battute di pesca.

playa Pilar
playa Pilar

Dopo aver assistito alla guerra spagnola in qualità di inviato speciale, Hemingway pubblica nel 1940 “Per chi suona la campana” , dove racconta le atrocità commesse sia dai fascisti che dai lealisti ; ancora oggi , l’opera è considerata da molti il miglior romanzo americano sulla Guerra Civile spagnola.

“Per chi suona la campana” 

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Il protagonista è Robert Jordan, un giovane intellettuale americano che si arruola come volontario nell’esercito antifranchista ; la sua missione è quella di far saltare un ponte d’acciaio librato in territorio nemico . Qui raggiunge un gruppo di guerriglieri, la “banda di Pablo”, fra cui spiccano due donne : Pilar, la moglie di Pablo , e Maria, una ragazza che incarna tutte le virtù che un uomo come Robert può desiderare.

Il primo pasto che Jordan divide con la banda di Pablo è uno spezzatino di coniglio preparato da Pilar ; durante la cena, consumata in silenzio direttamente dal tegame, cresce l’attrazione tra Jordan e Maria.

“… Poi furono insieme così che mentre la lancetta si muoveva, invisibile adesso, sull’orologio, seppero che niente poteva accadere mai più a uno di loro, senza che accadesse all’altro, che nient’altro poteva mai essere più importante di questo ; e che questo era tutto e sempre; questo era il passato, e il presente a qualunque cosa fosse per venire. Questo non avrebbero dovuto averlo, eppure l’avevano, L’avevano ora e prima e sempre ed ora ed ora ed ora …….. ” (Cit. “Per chi suona la campana”) 

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Locandina del film del 1943 tratto dal romanzo

La ricetta : il coniglio di Pilar ( (Pilar’s Rabbit Stew)

Ingredienti :

un coniglio di circa 1,5 kg , 2 bicchieri di vino rosso , 4 cipolle tritate , 4 peperoni verdi tritati, 250 gr di ceci ammollati, 1 foglia di alloro, 2 cucchiai di paprika, 1 cucchiaino di sale, 3 cucchiai di farina

Tagliate il coniglio a pezzi. Mettetelo in una casseruola con il vino, le cipolle, i peperoni, i ceci e la foglia di alloro ; unite il sale e la paprika. Coprite con acqua fredda e cuocete, coperto e a fuoco basso, per due ore. Mescolate la farina con quattro cucchiai di acqua fredda, unitela allo spezzatino e mescolate finché la salsa non si è addensata .

Bibliografia : “Una fiesta mobile – a tavola (e sotto il tavolo) con Ernest Hemingway ; “Per chi suona la campana ” ; Wikipedia per le foto dell’autore. Le foto di Cuba sono della mia amica Serena . 

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