Marcovaldo e il risotto con i funghi: a tavola con Italo Calvino

 “Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti , di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre ….. Un giorno , sulla striscia d’aiola d’un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore , e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram …..  

Ve lo ricordate ?  Cominciava così la storia di “Marcovaldo e dei funghi in città” , scritta da Italo Calvino nel lontano 1963 e raccolta nel volume che prende il nome del protagonista.

L’opera. 

Il gusto fiabesco di Calvino  prende perfettamente forma in venti novelle in cui il ciclo delle stagioni si ripete due volte per cinque volte; il protagonista,  il manovale di origine contadina Marcovaldo, si ostina a cercare la natura con disarmante candore in un grande città industriale , tentando di sopravvivere ai meccanismi alienanti del lavoro in fabbrica .

Le novelle hanno un sapore elementare , tanto che sono indirizzate anche ai bambini ; ma le storie di Marcovaldo hanno un retrogusto amaro, e raccontano il problema urgente di quegli anni , ovvero la seconda rivoluzione industriale e l’impatto devastante che essa aveva sul tessuto sociale di un’Italia ancora prettamente contadina.

La trama di Marcovaldo. 

Nella novella “Marcovaldo e i funghi in città” , il nostro personaggio si accorge che nell’aiuola vicino alla fermata del tram che lo porta al lavoro sono nati dei funghi ; piccini e timidi, cosicché Marcovaldo li accudisce con lo sguardo amorevole ogni mattina , attendendo che crescano per poterli raccogliere e mangiare insieme alla sua  famiglia .

Dopo una notte di pioggia intensa, Marcovaldo si alza di primo mattino , e munito di un cestino adatto alla raccolta, si reca all’aiuola per poter raccogliere il prezioso bottino, ma si trova naso a naso con lo spazzino Amadigi, anche’egli a caccia dei funghi che aveva adocchiato mentre ramazzava il marciapiede .


Dopo un primo sguardo in cagnesco , i due decidono di dividersi i funghi , anzi, di coinvolgere anche altri abitanti del quartiere ; ma ahimè non sanno che i funghi sono avvelenati, e la disavventura finirà la stessa sera in ospedale con una lavanda gastrica collettiva .

La ricetta che ho scelto legata a questa storia è il mio risotto alla zucca e funghi e porcini: ovviamente il consiglio è di essere cauti con i funghi che non si conoscono e di limitare la raccolta a quelli conosciuti ! 

risotto alla curcuma con funghi porcini
risotto alla curcuma con funghi porcini

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