Il Marsala : storia , curiosità e ricetta!

Oggi ci rechiamo in Sicilia e scopriremo insieme le origini del Marsala, il vino liquoroso a Denominazione di Origine Protetta prodotto nell’omonima città in provincia di Trapani.

Curiosità. 

La versione ad oggi più accreditata dell’origine di questo vino si deve ad un commerciante di Liverpool , John Woodhouse, che nel 1773 sostò con la sua nave a Marsala a causa di una tempesta ; qui intuì che in quel clima assolato c’erano le condizioni ideali per creare un vino simile al Porto, agli Jerez, ai Madera, vini liquorosi tanto apprezzati dai suoi connazionali .

Durante la sua permanenza nell’isola , Woodhouse e il suo equipaggio ebbero modo di gustare il vino prodotto nella zona , già di per sé decisamente apprezzabile , in quanto invecchiato in botti di legno con un metodo denominato in perpetuum , che consisteva nel rabboccare le botti contenenti una parte del vino consumato durante l’anno con il vino di nuova produzione .

Woodhouse rimane entusiasta di questo vino che decise di imbarcarne 50 barili , dopo averlo addizionato con acquavite di vino perché , durante il viaggio in mare, mantenesse le sue caratteristiche alcoliche ; riscosse talmente tanto successo che il commerciante decise di tornare in Sicilia e diventare “promoter” della sua commercializzazione , tant’è che ancora oggi le cantine di Buckingham Palace continuano a rifornirsi di Marsala .

Ma Woodhouse potè avvalersi di altri testimonial d’eccezione, tra cui l’ammiraglio Nelson , la cui flotta si riforniva reoglarmente presso le cantine siciliane, e Giuseppe Garibaldi, che tanto apprezzò il vino da prestargli il suo nome :”Garibaldi dolce” .

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Il disciplinare circoscrive la zona di produzione alla provincia di Trapani e classifica i diversi tipi di Marsala in base al colore (oro, ambra, rubino) , al grado zuccherino (secco, semisecco e dolce) , per le tecniche di produzione e invecchiamento e il grado alcolico .

La ricetta che vi propongo è il filetto di maiale al Marsala con prugne , basta fare un click qui

Bibliografia : “Il piacere del vino” Slow Food ; “Cucina italiana dell’Accademia Barilla” ;

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