Gli arancini del commissario Montalbano

Immaginiamoci per un attimo a passeggiare sul lungomare di Vigata, una piccola provincia siciliana rigorosamente inventata : il mare è cristallino , il sole sta ormai quasi per tramontare, come a chiudere in bellezza la visione di questo paesaggio dai tratti surreali. Sullo sfondo , la visione di una casa, a pochi passi dalla riva del mare …..

…  un uomo all’improvviso si affaccia sulla verandina , con in mano una tazzina di caffé , che di sicuro “sciaura” di buono ; mentre ci avviciniamo si volta, sorride e alza la mano in un saluto amichevole come l’espressione del suo viso.

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Ricambiamo il saluto e lo riconosciamo immediatamente : è il commissario Salvo Montalbano di Vigata , il personaggio nato dalla copiosa penna di Andrea Camilleri, diventato una delle figure italiane poliziesche più amate dal pubblico grazie anche alla magistrale interpretazione televisiva di Luca Zingaretti .

IL PERSONAGGIO.

E qui devo fare una premessa : la narrazione di questo personaggio sarà un pò di parte, in quanto sono fan accanita di Montalbano e delle sue storie ! Salvo è un personaggio che piace : è il poliziotto con cui , nostro malgrado, vorremmo avere a che fare nel caso in ci avessimo subito un’ingiustizia , ha un cuore d’oro e si muove sopra le righe.

Non sopporta la violenza su donne e bambini e si mette in prima fila per combattere traffici di droga e di armi , strizzando un occhio alla pedante burocrazia italiana e conducendo indagini al limite della legalità

Sa giostrarsi perfettamente tra il suo incubo personale, il questore , e i boss della mafia , cui non fa piaceri o sconti, ma cerca di ottenere informazioni a suo esclusivo beneficio .

E’ affiancato da alcuni fedelissimi : l’ispettore Fazio, solerte ed efficentissimo ; il suo vice un pò playboy (o meglio “sciupafimmine” , come lo descrive lo stesso Camilleri)  Domenico Augello, che Montalbano soprannomina Mimì, ed infine il centralinista Catarella, un pò tonto ma abilissimo sui computer .

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MONTALBANO E LE DONNE.

Per quanto riguarda la sfera sentimentale , Montalbano è fidanzato ufficialmente con Livia Burlando, che risiede però a Genova : ciononostante , il commissario le è fedele, tranne per alcuni colpi di testa , come ne “La vampa d’agosto ” , dove cade in tentazione di una giovane “picciotta” , pentendosene poi immediatamente dopo .

SALVO E IL CIBO…..

Altra particolarità del nostro personaggio è la buona tavola : Montalbano non sa cucinare , ma ama decisamente mangiare bene. Si affida pertanto alla trattoria “San Calogero” nei primi romanzi ;  poi , dopo il pensionamento del proprietario , diverrà cliente abituale e felice della trattoria “Da Enzo” . Ma la vera cuoca di casa e la “cammarera” Adelina, che lo delizia con piatti prelibati  :

CITAZIONE: 

“… Raprì il frigo e fece un nitrito di pura felicità . La cammarera Adelina gli aveva fatto due sauri imperiali con la cipollata , cena con la quale avrebbe certamente passato la nottata intera a discuterci, ma ne valeva la pena .” ( da “La gita a Tindari”) .

” … Nel frigorifero trovò pasta fredda con pomodoro , vasalicò e passuluna , olive nere , che mandava un profumo d’arrisbigliare un morto … magari questo giorno Adeina non l’aveva deluso . ”  ( da ” Il cane di terracotta “) .

” Appena a casa , si precipitò a scoprire con una certa emozione quello che l’estro di Adelina gli aviva priparato : dintra al forno trovò un inatteso, quanto agognato, coniglio alla cacciatora ”  ( da “Il giro di boa “) .

Ma il vero piatto forte di Adelina sono gli arancini, a cui l’autore dedica addirittura un racconto , appunto, “Gli arancini di Montalbano ” , dove il commissario preferisce lasciare la fidanzata sola a Parigi per festeggiare l’ultimo dell’anno a casa della sua cameriera :

……Gesù, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta : un ricordo che sicuramente gli era trasùto nel Dna , nel patrimonio genetico. Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria , la ricetta………

LA RICETTA:

Ingredienti per 15 piccoli arancini : 300 gr di riso, 150 gr di carne trita mista, 100 gr di salsa di pomodoro, 100 gr di piselli piccoli, 150 gr di mozzarella, 50 gr di prosciutto a dadini,30 gr di parmigiano grattuggiato, 1 piccola cipolla, 2 uova, 7 dl di brodo, pangrattato, farina, olio evo, olio di semi per friggere, sale e pepe

Versare il riso nel brodo in ebollizione e cuocere (ci andranno circa 15 minuti) ; quindi mantecare con il burro e il parmigiano e lasciamo intiepidire. Sistemare di sale, amalgamare bene e lasciare in frigo per un paio d’ore. Tritare la cipolla e rosolarla in un tegame con un cucchiaio di olio e la carne ; salare, aggiungere la salsa di pomodoro e portare ad ebollizione. Poi abbassare la fiamma e cuocere a fuoco moderato per 20 minuti, infine unire i piselli e cuocere per altri 10 minuti. Tagliare la mozzarella a dadini; prendere un poco di riso nel palmo della mano, mettere nel centro un pò di ragù , qualche dadino di mozzarella e di prosciutto, quindi richiudere con altro riso. Infarinare gli arancini, poi passarli nell’uovo sbattuto ed infine nel pangrattato . Friggerli e servirli ben caldi, per la gioia del palato di tutti!!!!!

Bibliografia : “Gli arancini di Montalbano” , Andrea Camilleri  ; “I segreti della tavola di Montalbano “  Stefania Campo ;  “Il giro di boa ” , Andrea Camilleri ; “Il cane di terracotta ” , Andrea Camilleri ; “La gita a tindari” , Andrea Camilleri ; “La vampa d’agosto” , Andrea Camilleri ; Wikipedia.

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