Sarde in saòr

Oggi la Pulce gioca in casa con una ricetta che ha amato sin da piccola …

Le sarde in saòr sono un tipico piatto veneto, e la mia mamma ne preparava in quantità industriali soprattutto d’estate, perché vanno lasciate riposare almeno per 24 ore dopo la preparazione per poterle gustare al meglio e sono ideali se gustate fredde.

Così la Pulce trasferisce la cucina e si affida alle istruzioni della mamma , preparando questa ricetta a quattro mani . Grazie mamma!!

Ingredienti per quattro persone :

  • 600 gr di sarde fresche
  • tre cucchiai di farina 00
  • 3 cipolle bianche
  • 2 dl di olio di mais
  • 1/2 bicchiere di aceto bianco
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • 40 gr di pinoli
  • 40 gr di uvetta sultanina
  • sale e pepe.

Difficoltà : media

Laviamo i pesci e priviamoli delle scaglie e delle interiora , togliamo anche la testa. Infariniamoli e friggiamoli nell’olio bollente , rigirandoli da entrambi i lati. Preleviamo con una paletta a rete e mettiamoli a sgocciolare.

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Mondiamo e affettiamo molto sottilmente le cipolle e mettiamole a soffriggere nell’olio utilizzato per il pesce ; lasciamole appassire per bene, poi , prima che inizino a prendere colore,

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versiamo l’aceto e il vino e facciamole cuocere fino a quando il liquido non sarà asciugato completamente e le cipolle saranno stufate.

Nel frattempo mettiamo a mollo l’uvetta e tostiamo leggermente i pinoli ; saliamo e aggiustiamo di pepe le cipolle e togliamole dal fuoco. Ora cominciamo a fare gli strati all’interno di un contenitore possibilmente rettangolare, tipo pasta al forno : iniziamo mettendo uno strato di pesce fritto e sopra le cipolle con l’uvetta e i pinoli, e così via fino a finire tutti gli ingredienti.

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Mettiamo a riposare in frigorifero almeno 24 ore ; solo trascorso questo tempo si potrà gustare al meglio questo piatto ! E questa volta la parola è della mamma della Pulce , c’è da fidarsi!!!

Curiosità : il saor era un tipico condimento usato dai pescatori veneziani per permettere al cibo a bordo di durare il più a lungo possibile : si cuocevano le cipolle con aceto e zucchero , poi si alternavano strati di sarde fritte a strati di cipolle in agrodolce in contenitori di terracotta . La cipolla veniva utilizzata di buon grado dai marinai perché ricca di vitamina C e in grado quindi di proteggere dallo scorbuto; data la massiccia presenza di pesce sulle navi , veniva utilizzato il saor proprio per mantenerlo il più a lungo possibile.  Nel tempo, la ricetta  si è arricchita con l’aggiunta dell’uva sultanina e dei pinoli , che rendono il piatto ancora più gustoso e nutriente .

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